29 giu 2011

Siamo in buone mani, come sempre

Dedicato a quelli, che come me, ignorando il primo filmato, avessero nutrito dubbi sulle attuali persone alle quali la maggioranza bobbolare ha affidato il proprio benessere od il futuro dei propri figli.
Potete stare tranquilli, siamo in ottime mani, come sempre lo siamo stati, perchè è il soldo che qualifica l'uomo, la qualità, la trasparenza e non viceversa, basta decretarsi un altro aumento di stipendio e si andrà sempre meglio, fino all'eccellenza, che poi per aumentarsi lo stipendio a volte non c'è mica bisogno di un decreto.
Tra i tanti ciarlatani e perecottari, strumenti consapevoli di occhiuta rapina, salverei il nordico dei marroni, per i notevoli risultati contro la criminalità armata e quella che invece nell'ombra corrompe o mina alle basi l'evoluzione civile di un bobbolo.
Degli altri non salvo nessuno, anche perchè ho ricevuto una comunicazione dal mio gestore telefonico in cui mi dice che nella prossima bolletta mi addebbiterà 2,50 euri per la consegna dell'elenco telefonico e qualora non lo volessi lo dovrei comunicare a loro con raccomandata con ricevuta di ritorno con un costo per me di 4,20 euri più mezza giornata all'ufficio postale e non mi sono sentito molto tutelato nonostante siamo nel 2011 e paghiamo profumatamente un sacco di papponi per cercare di prenderlo nel culo il meno dolorosamente possibile. Che poi debbo ammettere che il mio gestore è molto corretto, perchè il precedente non comunicava nulla, ma metteva in bolletta e basta.  


Determinazione dell'equo indennizzo. Per la generalità dei dipendenti statali ed equiparati viene preso la classe iniziale di stipendio della qualifica di appartenenza al momento di presentazione della domanda, maggiorata dell'80% e moltiplicata per 2,5; per i dirigenti dello Stato ed equiparati, i Colonnelli ed i Generali delle Forze Armate e dei Corpi di polizia l'importo suddetto è pari a 2 volte lo stipendio del dirigente generale; la cifra ottenuta corrisponde all'equo indennizzo spettante per la prima categoria; per la seconda viene calcolato il 95%, per la terza il 78%, per la quarta il 64%, per la quinta il 47%, per la sesta il 30%, per la settima il 15%, per l'ottava il 9%, per la Tabella B il 3%.
..........E' chiaro allora che un contribuente si senta defraudato qualora non riuscisse a prenderlo........

21 giu 2011

So' comm'a nuuujjjeee

C'hanno famija, se preoccupano per il futuro ed a buon ragione, visto che nun se ponno più stampà lirette, anche un ministero ne accontenta tanti, che se poi c'hai voja de lavorà al pomeriggio te butti sul mercato del lavoro nero ed anche alla mattina se nun sei troppo stanco...

Pe' nuje ca ce chiagnimmo 'o cielo 'e Napule,
comm'è amaro stu ppane!

Sti precari tanto bistrattati, oggi so tutti  figli di funzionari, di politici o politicanti trombati, cominciano a diventà sistemazioni invidiate, visto che nel mondo del lavoro privato se sta peggio assai. Almeno col concorso qualche terrone de merda, de quelli che sanno tutti i codici a memoria riusciva a penetrà, ma oggi so tutti postarelli da spartisse su base locale e continuà a garantì la macchina de servizio con l'autista che te porta allo stadio e s'abbusca lo straordinario, altro che quei sfaticati de comunisti che al pomeriggio lasciano deserti li palazzi de giustizia.

Nuje simmo 'nnammurate!
E chiagne 'sta chitarra tristamente...
E, tristamente, chiagne 'o mandulino!...





So cumm'a nuje e lo dimostra il fatto che al termine della formula magica del giuramento "....bla... bla.... bla... e di trasferire in padania almeno 4 ministeri ....bla..bla... Lo giurate VOI...?..." I più rispondevano come da sempre facimmu nuje nella maniera classica:


"L'ho duro" 

16 giu 2011

Parolai

  Farsi conoscere è difficile, non basta più la chiara fama, occorre dialettica, oratoria, tattica da piazzista. Studiare, provare davanti allo specchio, ripassare in continuazione quel repertorio di barzellette con cui appiacionarsi la platea.
Sperimentare quei gesti universalmente acclamati di grande efficacia, che ieri erano  il virgolettato metaforico, mentre oggi continua e resiste oltre ogni aspettativa il rafforzamento perifrastico dell'espressione "come dire", come dire vaffanculo, sì, proprio, come dire, vattelaapijànderculo è sì, come dire, a roma, forse, chissà, ma diciamocelo spassionatamente: l'anima de li mejo mortacci vostra e del bobbolo a camere riunite che ve paga lo stipendio.
Però, prima di intraprendere una qualsiasi carriera nella vostra vita, ragazzi, è bene che valutiate il fatto che il parolaio, o hommo del dire, prima piscia e poi si lava le mani, mentre tutti gli altri, o hommini del fare, sono costretti a lavarsi le mani prima di pisciare .

p. s.  nel frattempo ragazze occhio  al vittimismo, non era misoginia, ma solo ghiottonerie femminili


 

09 giu 2011

Mai dire quattro (never say four)



Ho ripreso a titolare anche in English per maggiore visibilità, visto che l'argomento è internazionale ed ho aggiunto la bandierina sulla sinistra per chi non è tajano. Chi lo avrebbe mai detto però, si parla di culibatteri e subito tra le verdure li si associa superficialmente ai citrioli che come è risaputo alloggiano da sempre nei caldi meandri degli ortolani di tutto il mondo. Che poi, visto che a noi nun ci aggradano gli ispanici, subito glieli abbiamo addebitati e ritornati indietro ed invece no, la serpe si annida come al solito nel nostro seno: vatti un po' tu a fidare degli amici.
Ecco, insomma, non fate correre troppo i vostri sogni, perchè mentre essi un domani potrebbero svanire, voi invece continuerete ad esserci. Non sono io a dirlo, ma la canzone, che da buon padre di famiglia, qual'io sempre son stato, ho voluto mettervi se vi va di ascoltarla ed arricchire il vostro bagaglio umano e linguistico, anche se consigliare un matrimonio al proprio rampollo di questi tempi la vedo un po' dura, meglio forse convivere senza farlo sapere ai santi padri.                                                                pace e bene

Qui la traduzione e la versione del grande gatto.

02 giu 2011

I responsabili

  Responsabili si nasce o lo si diventa solo dopo aver superato le peggiori prove cui un essere umano, generalmente povero, viene sottoposto durante la sua esistenza. Meglio nascerlo responsabili quindi e farsi avanti nei momenti più vantaggiosi e propizi al proprio ruolo.
Il responsabile sta sempre lì, in agguato, mai una volta che si trovi quando si tratta di incidenti o di delitti, ma pronto alla ribalta non appena sente odore di necessità, di puntellamento, di pecunia insomma.
Nella nostra società la sua figura è necessaria ed opportuna, una personcina su cui puoi sempre contare finchè la remuneri e questo è tutto chiaro e ben definito fin dall'inizio del rapporto, per cui non potrà mai essere emotivo, libero di muoversi o di usare il cervello, che appartiene totalmente al suo sponsor e di questo lui ne va fiero.
Chi nasce già responsabile, ha il vantaggio di godere appieno delle proprie azioni, delle vicissitudini provocate dai suoi comportamenti, mentre chi lo diventa in seguito ad avversità della vita deve esercitare un certo sforzo, ma poi anche se con tormento interiore riesce sempre ad assolversi. Non è facile riconoscere un responsabile dalla sua faccia o dai comportamenti: potrebbe trattarsi di un millantatore. Solo il vero responsabile, quello conclamato, sa quando e come farsi smentire.

Per questo, al termine di una stagione negativa, non è bene affidarsi alla giustizia sommaria nelle piazze cittadine, come sempre accade ai bobboli latini per poi lasciare gattopardescamente il tutto nel dimenticatoio più assoluto, meglio annotarsi su un foglio i nomi, le qualità, le caratteristiche dei fortunati e poi parlarne tutti i giorni in famiglia per far conoscere anche questa opportunità di realizzazione tutta tajana ai propri figli.